Santa Vittoria e la sua Banda Musicale

Con la fine della prima guerra mondiale, nel nostro Paese, con una popolazione di circa 2300 Abitanti si consolidava la cultura dell’associazionismo cooperativo, iniziato ormai dal 1890 con l’originaria prima forma cooperativa dei Braccianti Cariolanti, dalla quale furono gradualmente costituite le diverse coop di settore: coop Braccianti, coop. Consumo, coop. del Truciolo, coop. Agricola, coop. Muratori, coop. Falegnami, coop. Birocciai, coop. Fabbri e coop. Barbieri, realizzando complessivamente una forma di cooperazione integrale (con la proprio moneta) come mezzo di scambio tra le coop. di Lavoro e la coop. Consumo.
Da questo ambiente sociale scaturirono stimolazioni anche per la cultura musicale, sia per gli strumenti a corda che per quelli a fiato, dando vita a concerti da ballo ed alla Banda Musicale del Paese, confermatasi sempre necessaria per rallegrare alcune feste popolari locali e per caratterizzare le cerimonie funebri, svoltesi in forma civile.
Il tutto funzionava regolarmente fino alla metà degli anni venti, quando le pressioni politiche del regime fascista imposero lo scioglimento delle piccole cooperative degli artigiani, mentre le Bnda, per la volontà della maggior parte dei componenti, decideva di cessare l’attività per non servire al regime fascista. Soltanto dopo la fine della seconda guerra mondiale e la lotta di liberazione nazionale (cioè nel giugno 1945) gli ormai anziano componenti della disciolta Banda, furono stimolati a ricostituirla, mentre il movimento cooperativo locale concorreva a costituire la scuola serale di musica per la formazione di giovani suonatori per la banda stessa raggiungendo nell’arco di un paio di anni un corpo bandistico di circa 30 componenti. Anche se numericamente ridimensionata è tutt’ora funzionante. Ritengo anche giusto ricordare che a questo collettivo hanno fatto parte il segretario e gli ultimi tre presidenti della coop. Agricola, il presidente della coop. Falegnami e l’ultimo presidente della coop. Muratori.

Nei miei dieci anni di appartenenza al Corpo Bandistico di S. Vittoria (dal 1945 al 1955) ho dato sfogo ad una delle mie principali passioni ricreative, anche se in pratica era costituito da sacrificio e soddisfazione in quanto, oltre all’impegno serale di due lezioni la settimana, per il periodo di scuola, occorreva aggiungervi almeno un’ora al giorno di studio ed allenamento, mentre come suonatore della banda richiedeva una sera la settimana, per le prove in collettivo, oltre che lo studio ed allenamento individuale da praticare il più possibile durante la settimana per poter garantire capacità e correttezza per la proprio parte sia durante le prove che in programmati servizi al pubblico.
Avevamo come divisa il berretto blù (con la copertina rossa smontabile) ed avevamo anche il bidello, l’anziano Ferretti Francesco (con il berretto della Banda) sempre disponibile e pronto a preparare il palco per le prove settimanali con i rispettivi ligeo e sedia per ogni suonatore più il secchio con l’acqua fresca da abbeverarci con il mestolo, mentre quando ci trasferivamo suori paese, ci precedeva con la proprio bicicletta e carrello agganciato per trasportare il tamburo ed i tromboni più voluminosi, ed anche la pompa della bicicletta, per eventuali necessità.
Ci rendevamo sempre disponibili per soddisfare tutte le richieste di servizi musicali per il nostro paese, ma con eccezionale impegno per la giornata del Primo di Maggio, di ogni anno, dalle ore 8 alle 13 percorrendo le principali vie del paese, dove si trovava regolarmente a distanza non superiore ai 200 metri, il tavolo con rinfresco (a base di panettone e torta casalinga, con vino bianco e liquori, oppure a base si salume affettato con pane fresco e vino rosso, mentre quello della latteria sociale Fantaglia era sempre a base di spicchi di formaggio grana stagionato) il tutto molto gradito, non soltanto ai suonatori della banda, ma anche dall’improvvisato coro e corteo popolare che progressivamente aumentavano numericamente, costituendo verso metà percorso una vera marea di gente di tutte le generazioni.
Mentre nel pomeriggio dalle ore 16 alle 18 circa, nel cortile della vecchia coop. Consumo, ci si svolgeva un nutrito programma musicale composto da inni popolari e patriottici, marcette, operette e walzer ballabili, raccogliendo costanti e prolungati applausi della popolazione, sempre molto numerosa, ed anche in quel servizio non mancava l’abbondante rinfresco, come quello del mattino.
Oltre che soddisfare le richieste del paese, non mancavano anche richieste dei paesi limitrofi (che dovevano contenere, in quanto avevamo come mezzo di trasporto soltanto la bicicletta individuale) limitandoci a soddisfare le richieste di: Villa Seta, Villa Argine, Cadelbosco Sotto e Gualtieri, eccezionalmente abbiamo partecipato ad una grande manifestazione politica in Reggio città, dove vi ci trovammo con altre cinque bande musicali della provincia, con l’onore di trovarci in testa alla manifestazione (forse perché eravamo il gruppo più numeroso ed avevamo i berretti rossi) un’altra trasferta eccezionale la svolgemmo per un servizio ad una cerimonia funebre in forma civile a Cogozzo di Mantocva (che si trova oltre Viadana) dove naturalmente avevamo i berretti naturali blù, questo per dimostrare come nonostante i limiti per poterci trasferire fuori paese, la Banda di S. Vittoria fosse conosciuta e positivamente giudicata, non soltanto in provincia, ma anche oltre.
Mi considero fra coloro che si ritengo appagati della propria appartenenza alla Collettività Vittoriose, usufruendo direttamente della cultura dell’associazionismo cooperativo, ed anche della cultura della musica popolare.

Dalle memorie di
Ponti Angiolino