Musicista Trombettista
Insegnante Editore

Jeangot Project
 
 

Il jazz deve essere vissuto, perché non sente le parole. Non lo puoi spiegare senza perderne l’esperienza.
Vivere un viaggio, tracciare un linea dall’America al vecchio continente, un filo dal dixieland al jazz manouche, da Satchmo a Django, sulle ali della tradizione ed il vento dell’istante.
Il modo ed il luogo in cui il jazz viene eseguito è sempre più importante di ciò che viene suonato.

Simone Copellini, tromba e flicorno
Michele Bianchi, chitarra
Corrado Caruana, chitarra
Stefano Carrara, contrabbasso


 

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